Un periodo intenso al lavoro può provocare stanchezza e tensione. Quando però le richieste restano elevate a lungo e le possibilità di recupero sono insufficienti, lo stress può diventare cronico e incidere sulla salute, sulle relazioni e sulla qualità della vita.

Il burnout non coincide con una semplice giornata negativa. Riconoscerne i segnali permette di intervenire prima che il disagio diventi più profondo.

Che cos’è lo stress lavoro-correlato

Lo stress lavoro-correlato può emergere quando la persona percepisce uno squilibrio persistente tra le richieste dell’ambiente lavorativo e le risorse disponibili per affrontarle. Non dipende soltanto dalla quantità di lavoro: possono contribuire scarsa autonomia, ruoli poco chiari, conflitti, precarietà, mancanza di riconoscimento, isolamento e difficoltà nel separare tempo professionale e personale.

L’INAIL considera lo stress lavoro-correlato nell’ambito dei rischi psicosociali e propone strumenti specifici per la sua valutazione e gestione nelle organizzazioni.

Burnout: cosa significa davvero

L’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive il burnout nell’ICD-11 come un fenomeno occupazionale derivante da stress cronico sul lavoro non gestito con successo. Non è classificato come una malattia medica e si riferisce specificamente al contesto professionale.

Le tre dimensioni indicate dall’OMS sono:

Usare il termine con precisione è importante: non tutta la stanchezza è burnout e altri problemi, come depressione, disturbi d’ansia o condizioni mediche, possono presentare sintomi simili. Una valutazione professionale aiuta a distinguere le situazioni.

I segnali fisici, emotivi e comportamentali

I segnali possono essere graduali e venire inizialmente normalizzati. È utile osservare se persistono e se compaiono in combinazione.

Segnali fisici

Segnali emotivi e cognitivi

Segnali comportamentali

Stress, burnout e depressione non sono la stessa cosa

Nel burnout il disagio è strettamente collegato al lavoro, anche se può poi estendersi alla vita personale. La depressione può coinvolgere in modo più ampio umore, piacere, motivazione, autostima e funzionamento in diversi contesti.

Le due condizioni possono coesistere e non è sempre possibile distinguerle da soli. Se apatia, tristezza, disperazione o perdita di interesse sono diffuse e persistenti, è opportuno parlarne con uno psicologo o con il medico.

Cosa può aiutare concretamente

Il primo passo è riconoscere che il problema non è soltanto una mancanza di forza di volontà. Alcuni interventi utili possono riguardare sia la persona sia l’organizzazione del lavoro:

Tecniche di respirazione o rilassamento possono ridurre temporaneamente l’attivazione, ma non sostituiscono interventi sulle condizioni che mantengono lo stress. Se il carico e l’ambiente restano invariati, limitarsi a “gestire meglio” le emozioni può non essere sufficiente.

Come può aiutare un percorso psicologico

Un percorso psicologico può aiutare a comprendere i fattori che alimentano il sovraccarico, riconoscere automatismi perfezionistici o di iper-responsabilità, migliorare la capacità di porre limiti e recuperare uno spazio personale.

Il lavoro può includere la gestione dell’ansia, il rapporto con prestazione e giudizio, la comunicazione assertiva e la valutazione di scelte professionali coerenti con bisogni e valori. L’obiettivo non è adattarsi passivamente a condizioni insostenibili, ma recuperare margini di consapevolezza e azione.

Supporto per stress e burnout a Treviso e online

Il Centro Viriditas Psicologia offre consulenza psicologica e psicoterapia per adulti che vivono stress lavorativo, esaurimento, ansia e difficoltà nei momenti di cambiamento professionale. Gli incontri si svolgono a San Biagio di Callalta, vicino Treviso, oppure online.

Per informazioni o per fissare un primo colloquio, visita la pagina Contatti o chiama il 340 252 1616.


Nota informativa: l’articolo ha finalità divulgative e non sostituisce una valutazione psicologica o medica. In caso di sintomi fisici improvvisi o importanti, rivolgiti al medico o ai servizi di emergenza.

Fonti e approfondimenti

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